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La Puglia

lunedì, febbraio 16th, 2009

Geografia

È la regione più orientale d’Italia, il capo d’Otranto, nel Salento dista circa 80 km dalle coste dell’Albania. Il territorio è diviso tra il collinare e il pianeggiante, anche se vi sono singoli monti pressocchè sparsi sul Gargano, sulla Daunia e sulle Murge. Il paesaggio collinare abbraccia il Gargano, parte del preappennino Dauno, le Murge baresi, tarantine e brindisine. La restante parte pianeggiante è divisa tra il Tavoliere delle Puglie, la Terra di Bari e la Pianura salentina. La Puglia è bagnata dal Mar Adriatico e dal Mar Ionio. Le acque interne sono pressocchè scarse. Non vi è alcun fiume percorribile tranne l’Ofanto, anche se per il breve tratto finale. L’unico lago potabile, da dove attinge l’Acquedotto Pugliese è il Lago d’Occhito a metà tra Molise e Puglia. Al tempo dei Romani, la Puglia comprendeva un territorio enorme che si estendeva in una parte dell’attuale Molise, della Campania e soprattutto della Basilicata.

La Puglia è composta da diverse subregioni geografiche-culturali:

– Daunia
– Tavoliere
– Gargano
– Murge e Valle d’Itria
– Arco Ionico tarantino
– Salento

Monti, pianure e colline:

La Puglia si presenta come la regione meno montuosa d’Italia (2%). Esistono però alcuni rilievi al nord appartenenti tutti alla catena della Daunia come il M. Cornacchia (1151 m.), il M. Saraceno (1145 m). Nella parte più settentrionale del Gargano si trova il M. Calvo (1065 m.). La parte pianeggiante, la più estesa, circa 53% del territorio, è formata dal Tavoliere, all’incirca 3000 km2, dalla parte più bassa delle Murge e dalla Penisola Salentina. La parte collinare è rappresentata prevalentemente dalle Alte Murge che ha come limite inferiore 350 m.. E’ molto frequente il fenomeno del carsismo che interessa soprattutto il Gargano e le Alte Murge.

Fiumi, laghi e isole:

La Puglia è ricca di fiumi a carattere torrentizio come il Candeloro, il Cervaro e il Carapelle, ma esistono anche dei fiumi maggiori che bagnano solo in parte la Puglia come il Bradano, l’Ofanto e il Fortore. Infatti il primo è quasi interamente lucano e bagna il territorio pugliese solo per pochi chilometri. I pugliesi decisero così di costruire un acquedotto che, con una serie di condotti e canali, incanalava le acque del fiume Sele. I laghi maggiori sono quelli di Lesina e di Varano posti sul limite nord – orientale della regione, sul promontorio del Gargano.

La Puglia presenta un solo arcipelago, le Isole Tremiti, che comprendono le isole di San Nicola, di San Domino, di Capraia, di Cretaccio e di Pianosa. Tutto questo solo nelle provincia di Foggia.

Clima

Il clima è tipicamente mediterraneo sulle zone costiere e pianeggianti, con estati calde e secche e inverni miti e più piovosi, continentale sulle zone più interne e più alte delle Murge, dell’Appennino dauno e del Gargano, dove durante gli inverni possono verificarsi non di rado precipitazioni nevose e formarsi nebbie anche persistenti durante le ore notturne. La zona centro-settentrionale della Puglia (barese e foggiana) è tra le meno piovose d’Italia, in quanto i venti più umidi, quelli atlantici in arrivo da Ovest, scaricano la loro umidità sul prospiciente appennino campano e lucano e giungono secchi sulle pianure e sulle coste. Più piovose, invece, le province di Brindisi, Lecce e Taranto (Salento), poiché gli stessi venti si ricaricano di umidità, passando sul Mar Ionio.

Storia

La Puglia è una delle regioni più ricche di reperti preistorici d’Italia. Molto diffusi, nelle provincie di Lecce, Brindisi di Taranto, Bari e Barletta-Andria-Trani, sono i Menhir e i Dolmen. Verso il 2000 a.C. si formarono i popoli dei Dauni, dei Peucezi e dei Messapi, e più tardi, in epoca ellenica, la Magna Grecia si espanse fino ad includere il Tarantino e il Salento.

Nel panorama dell’Italia Romana la Puglia occupò un ruolo di primo piano nelle campagne belliche dell’epoca, tra cui la disfatta di Canne la conquista di Brindisi e la presa di Taranto, entrambe avvenute attorno all’anno 200 a.C. Nei secoli di massima espansione dell’Impero, la Puglia occupò posizioni di primato nella produzione del grano e dell’olio, diventando la maggior esportatrice di olio d’oliva in Oriente. Alla caduta dell’impero romano d’Occidente, la Puglia e in particolar modo il Salento, attraversarono un lungo periodo di sofferenza. Molti popoli si alternarono sul territorio, ma alla fine divenne dominio dell’Impero Bizantino. Bari divenne capoluogo di un territorio esteso sino all’odierna Basilicata e sottoposto all’autorità di un catapano (governatore bizantino da dove derivano il nome Capitanata e il termine dialettale bitontino “catapéune”, riferto dispregiativamente ai vigili urbani).

Dapprima sotto i Normanni e poi sotto gli Svevi capeggiati dagli Hohenstaufen, la Puglia conseguì un grande progresso materiale e civile, che toccò l’apice con Federico II, a cui si deve una serie di edifici laici e religiosi, alcuni di alto valore artistico, tra cui Castel del Monte in provincia di Barletta-Andria-Trani. Tra il 1200 e il 1400 la Puglia fu sotto la dominazione degli Angioini, all’interno del Regno di Napoli, a cui si sostituirono gli Spagna: ed è proprio in questo momento che comincia a radicarsi il potere dei latifondisti sul territorio. Dopo varie prese di potere, solo sotto i Borboni, la Puglia poté rivivere la stasi e la pace che vigeva nella regione con Federico II. Tra il 1806 e il 1815, vi fu la dominazione francese che provvedette alla modernizzazione della Puglia con l’abolizione del feudalesimo e con le riforme giudiziarie.

Movimenti liberali si formarono in tutta la regione nel 1820 con il dilagare della Massoneria e della Carboneria. Con il Regno d’Italia nel 1860, la Puglia fu divisa amministrativamente nelle province di Foggia, Bari e Lecce; a queste si aggiunsero nel Novecento le province di Brindisi e Taranto, affiancate nel 2004 da quella di Barletta-Andria-Trani. Con il progressivo decadere del latifondo ci fu sempre più il decadere delle antiche masserie pugliesi, proprietà di media estensione agraria. Sotto il Fascismo ci furono numerose bonifiche su territorio e con la riforma agraria del dopoguerra ci fu un grande sviluppo nella regione. Negli anni settanta/ottanta l’economia della regione passò dal settore primario a quello terziario, con il notevole sviluppo derivato dal settore turistico.

Economia

E’ la regione più prospera del Mezzogiorno d’Italia.

Agricoltura

La Puglia è una delle regioni più produttive d’Italia. La regione è al primo posto per la produzione di insalate, carciofi, finocchi, cavoli, pomodori, olive e uva da tavolo. Al secondo per il sedano, l’avena e il frumento.

Allevamento

L’allevamento è poco sviluppato. Si allevano solo ovini e si cerca di incrementare l’allevamento dei bovini.

Industria

La Puglia è la regione più industrializzata del Meridione. La maggior parte delle industrie sono state costruite sul triangolo Bari – Brindisi – Taranto dove sorgono stabilimenti per raffinare il petrolio, per la fabbricazione tessile e per la plastica. Ci sono anche stabilimenti vinicoli, conservieri, del tabacco e oleifici. La Puglia è una regione molto povera di minerali. Si estraggono solo, in alcuni punti, bauxite e gas metano.

Pesca

La pesca è un’attività importantissima per la Puglia. Si pescano soprattutto crostacei e i porti maggiori sono Gallipoli, Manfredonia e Otranto.

Turismo (Vacanze in Puglia)

Il turismo è molto sviluppato grazie alle incantevoli spiagge del Gargano, delle Isole Tremiti e del Salento. Da sottolineare anche l’unicità architettonica della Valle d’Itria, l’importanza di Bari e della fiera del Levante per il turismo d’affari. Inoltre la regione è ricca di resti delle popolazioni che la abitavano in passato, come i contadini che 5 secoli fa hanno costruito i trulli.

Fonte: Wikipedia, l’enciclodepia libera


Il salento

lunedì, febbraio 16th, 2009

Il Salento

“La mia aspirazione non è quella di tracciare un percorso che da Ostuni termini a Leuca, con spiegazioni interessanti per ogni luogo – non ne sarei all’altezza in poche pagine, anche per il provinciale imbarazzo di dover escludere molti paesi amati – bensì di mostrare al viaggiatore delle immagini e da queste raccontargli della mia iniziazione al cante hondo del Salento, un canto-metafora che porta alla conoscenza profonda di una terra: per arrivarci le strade sono diverse e ognuno sceglie di entrare dalla porta che più gli piace.”

(Edoardo Winspeare, intervista rilasciata all’inserto di La Repubblica, “Viaggi”)

Il Salento (Salentu in dialetto), conosciuto anche come penisola salentina, occupa da un punto di vista geo-morfologico quel lembo di terra tra il mar Ionio ed il mar Adriatico delimitato dalla cosiddetta “soglia messapica”, una depressione che corre lungo la linea Taranto-Ostuni e che lo separa dalle Murge. I suoi vertici ideali sono:

* Taranto, nell’omonima provincia;
* Pilone, nel territorio di Ostuni in provincia di Brindisi,
* Santa Maria di Leuca, in provincia di Lecce.

Storicamente occupa il territorio dell’antica Terra d’Otranto. Bisogna altresì precisare che il Salento, sia dal punto di vista culturale che linguistico, non comprende la città di Taranto (dove si parla il dialetto tarantino), né il resto della sua provincia ad ovest del capoluogo (dove si parla generalmente il dialetto pugliese), né il resto della provincia di Brindisi a nord di Ostuni (dove l’accento viene influenzato dal dialetto barese). Al di sopra di tali confini, la lingua può quindi essere definita generalmente “pugliese”, appartenente alla tipologia “meridionale”. Al di sotto invece, si parla il dialetto salentino, appartenente alla tipologia “meridionale estremo” e più simile alla lingua siciliana o calabrese. Numerosi sono i luoghi di particolare pregio ambientale, soprattutto sulla costa. Tra le altre, sono da segnalare le zone protette dei Laghi Alimini, sulla costa adriatica, e di Porto Selvaggio, sulla costa ionica.

Storia

Questa terra era anticamente abitata dai Messapi, che difendevano la propria autonomia dallo strapotere dell’antica città di Taras. Tale inimicizia fra le due popolazioni fu anche narrata da Erodoto, quando raccontò della guerra scatenatasi intorno al 474 a.C. fra Taras e la Lega Peuceta, appoggiata dalla Lega Messapica. In seguito anche ai conflitti tra Roma e Taranto, cominciati nel 280. a.C. e che sancirono la decadenza della città magno-greca, il Salento si omologò completamente nella Repubblica Romana.

Cultura

La penisola salentina è culturalmente un’isola. La regione non è infatti assolutamente assimilabile alla Puglia, né dal punto di vista linguistico, né da quello architettonico, né negli usi e nei costumi. La lingua presenta vocalità sicula (con vocali aperte) di ceppo alieno alle lingue pugliesi. Il paesaggio architettonico è di tipo greco per la predominanza assoluta delle case bianche “a calce”, senza tetto, soprattutto in campagna e sulla costa, ma i centri storici sono caratterizzati da un lascito spagnolo del Barocco che qui assume caratteristiche sue proprie spogliandosi della sovrabbondanza pittorica degli interni e trasformando le facciate esterne di chiese e palazzi in veri arazzi scolpiti. In ciò, molta importanza ha avuto la locale “pietra leccese”, tenera e malleabile e dal caldo colore giallo rosaceo. L’architettura pugliese, invece, è rappresentata soprattutto dal Romanico.

Nel territorio esistono delle piccole enclaves grecòfone (probabilmente originate da migrazioni medioevali), popolate da un gruppo etnico di lingua grica che vive nella regione storica della Grecìa salentina.

Di particolare interesse antropologico è l’ormai estinto fenomeno del “tarantismo”, una forma isterica di straordinario impatto scenico, e l’invece rimontante culto per la “pizzica”, la musica tradizionale e battente che un tempo accompagnava i riti di guarigione delle tarantate, cioè delle donne che si credeva fossero state morse dalla taranta. In realtà, si trattava di un originale modo di manifestarsi dell’isteria. L’antropologo Ernesto De martino condusse degli storici studi sul fenomeno, poi confluiti nel classico testo “Viaggio nella terra del rimorso”.

Regione Salento e Grande Salento

Durante i lavori dell’Assemblea Costituente, si discusse di fare della Puglia e del Salento due regioni diverse. Il tutto si concluse con un nulla di fatto a causa della ferma contrarietà da parte di alcuni politici molto influenti, fra i quali Aldo Moro che era originario di Maglie (LE). Oggi, nonostante alcune timide prese di posizione provenienti quasi esclusivamente dall’ambito intellettuale, le aspirazioni dei salentini all’autonomia regionale sembrano ormai svanite.

Il 24 gennaio 2006, si è tenuto un importante incontro presso il salone di rappresentanza della Provincia di Brindisi, dove i tre presidenti delle Province di Lecce, Brindisi e Taranto, nonchè i tre sindaci delle rispettive città capoluogo, si sono incontrati per discutere l’idea del progetto del “Grande Salento”, un tavolo di consultazione permanente con le finalità di creare politiche comuni su cultura, infastrutture, università, turismo ed analizzare tutti i bisogni territoriali in modo da far fronte con interventi e strumenti finanziari ad una crescita socio-economica del cosiddetto “Grande Salento”.

Elenco completo dei comuni salentini

* della Provincia di Lecce:

Acquarica del Capo, Alessano, Alezio, Alliste, Andrano, Aradeo, Arnesano, Bagnolo del Salento, Botrugno, Calimera, Campi Salentina, Cannole, Caprarica di Lecce, Carmiano, Carpignano Salentino, Casarano, Castri di Lecce, Castrignano de’ Greci, Castrignano del Capo, Castro, Cavallino, Collepasso, Copertino, Corigliano d’Otranto, Corsano, Cursi, Cutrofiano, Diso, Gagliano del Capo, Galatina, Galatone, Gallipoli, Giuggianello, Giurdignano, Guagnano, Lecce, Lequile, Leverano, Lizzanello, Maglie, Martano, Martignano, Matino, Melendugno, Melissano, Melpignano, Miggiano, Minervino di Lecce, Monteroni di Lecce, Montesano Salentino, Morciano di Leuca, Muro Leccese, Nardò, Neviano, Nociglia, Novoli, Ortelle, Otranto, Palmariggi, Parabita, Patù, Poggiardo, Porto Cesareo, Presicce, Racale, Ruffano, Salice Salentino, Salve, San Cassiano, San Cesario di Lecce, San Donato di Lecce, San Pietro in Lama, Sanarica, Sannicola, Santa Cesarea Terme, Scorrano, Seclì, Sogliano Cavour, Soleto, Specchia, Spongano, Squinzano, Sternatia, Supersano, Surano, Surbo, Taurisano, Taviano, Tiggiano, Trepuzzi, Tricase, Tuglie, Ugento, Uggiano la Chiesa, Veglie, Vernole, Zollino.

Fonte: Wikipedia, l’enciclodepia libera

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